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    A cura di Fabio Vitucci
  • 27.1.13
    Quali insegnamenti potrebbe prendere il mondo del calcio dalla lega più bella del mondo?

    A detta di tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori, la National Basket Association è la lega professionistica migliore tra tutte quelle presenti nel panorama sportivo mondiale. Quali sono gli aspetti che la rendono tale e che dovrebbero essere mutuati dalla serie A italiana, ma anche da Fifa, Uefa e da tutti i campionati di calcio del mondo? A mio parere ci sono aspetti di natura tecnica, di marketing, di comunicazione, di giustizia sportiva, di cultura del gioco… proverò a descriverli a grandi linee. Partiamo dai “contenitori” dello spettacolo: negli Stati Uniti le arene sono strutture all’avanguardia, studiate per far vivere al tifoso un’emozione a 360°, con negozi, ristoranti, palestre e chi più ne ha più ne metta. Altro che i nostri stadi fatiscenti, con le tribune lontanissime dai campi, con continue dispute tra i comuni, spesso proprietari delle strutture, e le squadre di calcio che le utilizzano. In NBA invece non si transige: una città può avere una squadra solo se ha un’arena con dei requisiti ben precisi, e ogni tot anni va costruita una nuova arena con caratteristiche sempre più moderne e funzionali. Dimenticatevi ultras, risse, polizia e pensate a famiglie che vanno allo stadio a trascorrere 3-4 ore di sano divertimento.

    Passiamo alla gestione della lega: in NBA chi gestisce tutto è il Commissioner, un manager esterno alle squadre che ha ampi poteri e che guida la lega in ogni aspetto, tenendo ben presente che l’espansione della lega dipende dalla spettacolarità del gioco, dal corretto comportamento dei giocatori in campo, dalla fruibilità per gli spettatori, siano essi al palazzetto, in tv o su internet. E il Commissioner decide per il bene della Lega, senza pensare ai particolarismi delle singole società. Non voglio nemmeno commentare il teatrino che si registra in Italia in FIGC o Lega, con la solita corsa alle poltrone o con personaggi messi nei posti che contano senza alcun potere e credibilità.

    Un altro aspetto molto importante è la giustizia sportiva, molto rigida e molto attenta ad ogni aspetto, proprio perché in NBA è ben chiaro a tutti che comunicazione e rispetto per i tifosi sono pilastri fondamentali. Se un giocatore si rende protagonista di un fallo particolarmente duro e viene squalificato, le partite che non gioca gli vengono detratte dallo stipendio… e son soldoni! Altro che i 5-10.000 euro di multa ai giocatori in Italia, briciole per chi ne prende milioni! Un giocatore o l’allenatore non si presenta ai microfoni di stampa e tv? Già una multa salatissima, altro che i silenzi-stampa italiani… Un giocatore insulta un tifoso? Multa ancora più salata! E così via, partendo dal principio che un professionista che prende fior di milioni deve essere ineccepibile in ogni suo comportamento, senza alcuna giustificazione possibile.

    E chiudiamo questa breve carrellata (credetemi, ci sarebbero altri mille aspetti…) con l’aspetto tecnico. Innanzitutto in NBA tutte le squadre, per regolamento, partono alla pari come budget a disposizione. Senza entrare nei dettagli (monte-salari, luxury tax, proprietari ricchissimi, ecc.) e semplificando un po’ il discorso, è come se in Italia Chievo, Atalanta e Siena avessero per il mercato gli stessi soldi di Juve, Milan e Inter: non sarebbe tutto più bello e avvincente? Tutti potrebbero ambire allo scudetto, tutti potrebbero avere dei fenomeni in campo senza necessariamente doverli cedere alle grandi squadre e a far la differenza sarebbero senza dubbio la bravura dei dirigenti prima e quella dei giocatori poi in campo. Addirittura in NBA ogni anno le squadre che sono arrivate più in basso in classifica hanno la possibilità di scegliere i migliori giocatori che arrivano dai college universitari, permettendo così un continuo bilanciamento delle forze in campo.

    Passando proprio al gioco, in NBA c’è una continua modifica delle regole per andare incontro all’aspetto tecnico e allo spettacolo. Una regola facilita troppo la difesa a sfavore del “bel gioco”? La regola si cambia in fretta (penso ai tre secondi difensivi per esempio). I giocatori simulano troppo facilmente? Ecco la guerra al flopping. E’ troppo anti-sportivo fare volontariamente fallo su un giocatore che batte male i tiri liberi? Negli ultimi due minuti di partita non si può più, pena tiri liberi e palla che torna alla squadra avversaria. Insomma, non si ha paura di cambiare le regole per andare incontro al gioco e allo spettacolo. Per il calcio invece devono passare decenni per cambiare qualcosa e ci sono ancora diverse regole (fuorigioco, fallo di mano, chiara occasione da gol) che creano confusione e sono soggette all’interpretazione personale.

    Chiudiamo con il discorso arbitrale: innanzitutto in NBA c’è da anni la moviola, che permette agli arbitri di riesaminare le immagini in particolari occasioni e cambiare le proprie decisioni. Attenzione, non in ogni situazione, c’è anzi una lista ben definita di casi (tiro al 24’’, tiro da 2 o da 3, deviazioni negli ultimi due minuti di gioco, ecc.), in modo da non creare confusione e non rallentare inutilmente il gioco. Nel calcio no, vengono fuori mille problemi (troppo tempo perso, non tutte le serie potrebbero avere la tecnologia necessaria, “e se poi gli arbitri sbagliano lo stesso?”) che fanno sorgere il dubbio che le alte sfere calcistiche vogliano continuare a poter “influire” sul risultato con altri mezzi… In NBA no, gli arbitri vengono supportati con la tecnologia, c’è minore tensione, non si assistono alle mille proteste contro i direttori di gara (pena pronte espulsioni per i giocatori e le solite multe salatissime) e c’è molta più sportività e rispetto del gioco. Pensate che in NBA può capitare che un ex giocatore arbitri senza problemi la sua ex squadra… Ve l’immaginate in Italia Maldini che arbitra il Milan contro l’Inter o Totti che fra qualche anno fischia un rigore alla Juve contro la “sua” Roma?

    Potere dello sport… o almeno di quello che dovrebbe essere il vero sport! Perché non provare a copiare chi fa meglio di noi? Il mistero, temo, continuerà a tormentarci per i prossimi secoli…

    Sono presenti 2 commenti

    Anonimo ha detto...

    Bell'articolo. Fa sognare. A volte i sogni fanno bene.
    Alex

    fabietto ha detto...

    Grazie :)

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