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    A cura di Fabio Vitucci
  • 10.3.13
    Belinelli al suo massimo di sempre, il Gallo ormai tra i big della Lega e il Mago in crisi

    Quando ci avviamo alla fine della regular season con la corsa agli ultimi posti dei playoff, andiamo ad analizzare il momenti dei tre azzurri nella National Basket Association, la lega più bella del mondo. Marco Belinelli è nel punto più alto della sua carriera: proprio la scorsa notte ha messo un altro (quasi) buzzer beater a regalare la vittoria dei suoi Chicago Bulls contro Utah, con un tiro da 3 dall’angolo che ha fatto impazzire lo United Center, che ormai annovera tra i suoi beniamini proprio l’italiano. Marco quest’anno è stato bravo a sfruttare i vari infortuni della sua squadra, in particolare quelli di Rose ad Hamilton, per dimostrare a coach Thibodeau che può contare su di lui. E non solo come tiratore, come si potrebbe pensare, ma anche nel playmaking, nella gestione del pick and roll e persino in difesa, dove è migliorato tantissimo. Ormai è un pilastro dei Bulls, ha regalato tre vittorie ai suoi con altrettanti tiri allo scadere ed è pronto ad affrontare i playoff, magari col ritorno di Derrick Rose che potrebbe dare quella spinta in più verso il titolo ai Tori di Chicago.

    Danilo Gallinari è ormai tra i grandi della Lega e quest’anno ha sfiorato addirittura l’All Star Game, realizzando in media 16.7 punti ad allacciata di scarpe e guidando ad un’esaltante stagione, insieme a Ty Lawson, i suoi Nuggets: i playoff sono in pratica già conquistati e tutti dovranno fare i conti con la squadra di coach Karl e il suo gioco a mille all’ora fatto per esaltare le tante punte di Denver.

    Il tasto dolente è invece quello di Andrea Bargnani: il Mago sta vivendo la sua stagione più difficile in NBA, con gli infortuni che non gli hanno dato mai tregua (anche se in realtà tutta la carriere oltreoceano di Andrea è costellata di infortuni) e i dati statistici che sono i peggiori di sempre da quando è entrato in NBA con la prima chiamata assoluta al draft (primo europeo della storia). Addirittura i Raptors l’hanno messo sul mercato e la separazione a giugno appare inevitabile: speriamo che possa “svegliare” un po’ il Mago, che forse non diventerà mai quello che ci si aspettava (un nuovo Nowitzki) per limiti che non ha mai superato, soprattutto difensivi (aggressività a rimbalzo, intimidazione dentro l’area, ecc), ma che può ancora dire la sua nella lega grazie ad un talento che, anche in NBA, hanno davvero in pochi!

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